I 10 tipi di esami

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1. LA BOTTA DI CULO – Non può che essere il primo tipo, quello che tutti sognano. Istruzioni per l’uso: non studiare un cazzo (prima regola), passare la notte a pregare tutti gli dell’Olimpo, presentarsi all’esame con la testa completamente vuota. Talmente vuota che se dici qualcosa rimbomba. Il professore ti chiederà le uniche due cose che – per sbaglio – avevi letto la mattina stessa sugli appunti dell’amica. Un po’ come camminare nel deserto e trovare una banconota da 500 euro. Controindicazione: succede una volta ogni morte Papa (non ce ne voglia Bergoglio).

2. L’INCULATA – E’ l’altra faccia della medaglia della Botta di Culo (con la C maiuscola). Studi tutto, ma proprio tutto. Ogni pagina: di libro, di appunti, di post-it, di wikipedia. Tutto. Vai carichissimo all’esame, stavolta sei sicuro che andrà bene. E lo dici già agli amici, festeggi in anticipo: non puoi sbagliare. Ti presenti davanti al professore già sorridendo, pregustando il 30. Prima domanda del professore: parlami del “mnsbvijebglakanfjfjt”. Questo è quello che ti arriva. Zero totale, una parola che non hai mai sentito dire in vita tua. MAI. E ti chiedi dove fosse scritta visto che avevi studiato tutto. Prendi un secondo di pausa e chiedi: può ripetere? E lui la ripete, uguale. Bocciato. Torni a casa piangendo e non ci esci più per due mesi. Capita più o meno una volta sì e una volta no.

3. L’ODISSEA – Cosa ci può essere di difficile ne fare un esame? Niente. Ma pensava la stessa cosa Ulisse dovendo tornare a Itaca. E invece si rivelò ben più difficile del previsto. Hai l’esame il 27 alle 9.30, ti prepari e ti presenti tranquillamente. Arrivi in aula, scopri che purtroppo sei il 137° della lista. Il professore fa l’appello e scali dopo una settimana. Torni, convinto che almeno stavolta tocchi a te. Niente, aspetti tutto il giorno ma non fa in tempo a finire tutti che si fa notte. Torni il giorno dopo, aspetti altre 7 ore e finalmente tocca a te. C’è un però: non ti ricordi più niente, sei stanco, non mangi da ore, hai la gola secca, devi andare in bagno e hai mal di testa. Ti interroga per ora, passi da un assistente all’altro. E vai malissimo. Forse ci mettevi meno ad andare a Itaca.

4. IL RAPIDO – L’ora di pranzo si avvicina, ci sono tantissimi studenti che aspettano di fare l’esame. Il professore verso le due esce dall’aula, chiede quanti ne mancano. Ce ne sono ancora 300, neanche fossero le Termopili. E il prossimo sei tu. Il professore si guarda intorno e ti dice: vieni. Vedi che negli occhi ha il cibo: hamburger al posto delle pupille e bava alla bocca. Entri ed esci dall’aula con la velocità di Beep Beep inseguito da Willy il Coyote. Non te l’aspettavi neanche tu, rimani a bocca aperta. E va pure bene.

5. LA PASSEGGIATA – Per te fare un esame è come andare a comprare un giornale, scendere dal letto, bere un bicchier d’acqua (senza perdersi). Studi con calma, hai il tempo di ripassare, sei tranquillo e sicuro. Vai all’esame senza neanche pensarci, nessuna ansia, sai di aver studiato. Entri, dici tutto quello che chiede, prendi 30 ed esci. Fischiettando e con le mani in tasca. I compagni ti guardano con la bocca spalancata come se avessero visto un UFO.

6. L’INTERROGATORIO – Dov’eri il 28 ottobre a mezzanotte? L’esame inizia più o meno così. Stanza buia con una luce piantata in faccia. E raffica di domande: chi l’ha fatto? Quando è nato? Dove? Perché? Che tempo c’era quel giorno? Come si chiamava il suo nonno paterno? Non fai neanche tempo a rispondere che già te ne fa un’altra. E in tutto ciò l’unica domanda che ti fai è: che ci faccio qui?

7. IL MONOLOGO – Entri nell’aula convinto che sia il tuo esame, di dover parlare a lungo e spiegare quello che hai studiato. Ti sbagliavi. Ti siedi e il professore inizia a parlare, poi ti fa una domanda e praticamente risponde lui, continuando a parlare. Ti basta annuire e dire “Sì, sì”, poi ci aggiungi qualche “giusto” e “esattamente” e il gioco è fatto. Esame passato senza neanche sapere come.

8. LA TRINCEA – La mattina, al posto della sveglia, hai il discorso di Full Metal Jacket. Ti svegli con la grinta giusta per affrontare l’esame. Poi ti vesti: pantaloni militari, tuta mimetica ed elmetto. Sei pronto, puoi affrontare la tua battaglia. Un esame è una battaglia, l’università è una guerra. Una battaglia si può perdere, la guerra no. L’esame comincia subito male, è un assalto del professore. Domande continue, risposte balbettanti. Sei in trincea e ti difendi come puoi, provando comunque a rispondere, a dire qualcosa. Qualsiasi cosa, pur di non stare zitto. Le sue domande sono come bombe a mano che provi a schivare con astuzia. Alla fine, lottando nel fango e difendendoti, riesci a strappare il 18.

9. IL BALZATO – E’ l’esame che non fai. Eppure ci avevi provato. Leggi, studi, sottolinei ma niente, non ti entra in testa. Decidi comunque di provarci, vuoi fare un tentativo. Esistono due versioni del Balzato. Nella prima ti presenti all’appello, vai in università convinto di farcela. Il professore legge il tuo nome durante l’appello e te la fai sotto. Prima che possa toccare a te scappi, una ritirata degna di Caporetto. La seconda versione è ancora più vile: ti iscrivi all’appello ma poi non hai il coraggio neanche ti presentarti. La decisione la prendi la sera prima, preferendo almeno dormire qualche ora in più. Gli incubi però tartasseranno il tuo sonno.

10. IL COLPO DEL BOMBER – Dell’esame, puoi ammetterlo, te ne frega poco. Hai studiato un po’, sì, ma non è quello che conta. Arrivi all’esame tonico, alito profumato, capelli in ordine, abbigliamento casual. Sei pronto. Non per il 30 (neanche per un 25 probabilmente), ma per fare colpo. Prima dai un occhio in giro, studi le prede. Poi da grande bomber quale sei piazzi il colpo, ti siedi vicino e inizi a parlare con la più bella del corso. Ti dimentichi di fare l’esame, ma ottieni quello che per te è il 30 più importante. Anzi, il 339: il suo numero.

– La riproduzione, anche parziale, dell’articolo è prevista solo previa citazione della fonte Buulb.com. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge.

http://www.youtube.com/watch?v=JnWxRtwH3o8 (iogero.it)

5 risposte a “I 10 tipi di esami

  1. Pingback: I 10 tipi di studenti universitari | Buulb!·

  2. ma dai… la maggior parte mi sono capitati, giuro! ma il più bello è stato quello con un professore omosessuale che, durante l’esame, si accende una sigaretta, e poi un’altra e poi un’altra ancora, con un buffet sulla cattedra gentilmente offerto dagli assistenti, che ad un certo punto fa: e mo c’è qualche principe azzurro che fa passà sta bella waglioncella prima di tutti gli altri? (riferito ad una studentessa)… a no? ma che cafoni!

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