Le 10 domande da non fare mai a uno studente in crisi

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Siamo in tempo di esami (che bello, direte voi), allora in tanti – parenti, amici, conoscenti – non potranno fare a meno di chiedervi come procede la vostra vita universitaria. E’ un qualcosa che devono fare per forza, come se avessero ricevuto da Giove in persona l’ordine di rompervi i coglioni. Allora ecco le 10 domande più frequenti, quelle domande che avresti tranquillamente evitato.

1. Come stai? – Già parti male. Se sono in un momento di esami, non posso stare bene. E’ la prima regola. Mai chiedere nulla nei 30 giorni prima di un esame, neanche che ore sono. Lo studente in crisi potrebbe irritarsi e non poco, soprattutto se gli fai pensare all’esame. E allora ti risponderà con un seccato ‘bene’. E allora si passa alla seconda domanda.

2. Come sei messo? – Male. E’ questa la risposta del 90% degli studenti. Il restante 10% viene puntualmente bocciato. Anche chi ha un esame su Topolino (e ha letto tutti i numeri dal 1937) vi risponderà così. E’ un misto tra scaramanzia e reale coscienza di non sapere un cazzo.

3. Ti senti pronto? – Non contento, però, l’interlocutore insiste. Questa domanda però è leggermente diversa dalla precedente, è più sottile, è più bastarda. Si gioca sul filo dei sentimenti, la faccenda si fa delicata. Quello che devono sapere è che non si è mai pronti per un esame. E’ una presa di coscienza necessaria: si può sempre studiare di più, ti possono sempre chiedere quel paragrafo di due righe che avevi saltato convinto che fosse utile come un freezer al Polo Nord.

4. Ma hai studiato? – E’ la domanda dei parenti, di solito delle madri. Che giusto per metterti ancora un po’ di pressione il giorno prima dell’esame, ti accusano con tono inquisitorio. La domanda è retorica, traduzione: non hai studiato, come sempre. “Sì, mamma, ho studiato”. La risposta è la stessa anche se te lo chiede un tuo amico.

5. A che voto punti? – Prevedere il proprio voto è una delle cose più gravi che si possano fare prima di un esame. Il professore, che ha piazzato dei microchip su di te durante le lezioni, sente la risposta e all’esame ti abbasserà il voto di 3 punti. Almeno questo è ciò che pensa lo studente in crisi, che ovviamente non risponde mai a questa domanda. Cioè, non risponde seriamente, ma dice due cose: o ‘punto al 18, poi se prendo di più meglio’ oppure ‘io punto sempre al 30, poi come va va’.

6. Com’è il professore? – Anche a questa domanda è sempre preferibile non rispondere mai. Questione di scaramanzia e non solo. “Il professore è più un buono di un cioccolatino Lindor, regala i voti come se Babbo Natale fosse a gennaio, coi saldi”.  Come non detto, il giorno dopo è malato e al suo posto si presenta l’assistente stronza, quella che con il tailleur grigio e gli occhialetti  rossi ci va anche a dormire. Dopo la scontata bocciatura, lo studente in crisi si solleva la maglia come Balotelli dopo un gol: “Why always me?”.

7. Quanti esami ti mancano? – E’ la Domanda per eccellenza, con la D maiuscola. Quella che ti fanno al cenone di Natale gli zii che non vedi dal 1996 (l’ultima volta avevano i capelli e non ancora il cellulare). Ora vogliono sapere tutto sulla tua vita universitaria. Lo studente in crisi inizia a contare, poi prova a spiegare balbettando: “Zio, ai tuoi tempi si contavano gli esami, ora si contano i crediti”. E’ così che lo studente si rifugia in corner. Lo zio però incalza: “Va bè, ma più o meno a quanti esami corrispondono?”. La tua reazione è simile a quella di Scooby Doo quando vede i fantasmi e salta in braccio a Shaggy. Poi la risposta definitiva: “Direi, più o meno, che mi mancano tra i 6 e i 9 esami”. In realtà sempre più di 10.

8. Stasera usciamo a prenderci una birra? – E’ la proposta indecente che ti fa l’amico bastardo il giorno prima dell’esame. Sa che hai l’esami il giorno dopo, ma si è dimenticato oppure mente sapendo di mentire. Amici bastardi, state attenti! E’ la proposta da non fare mai, perché poi i vostri poveri amici che hanno l’esame il giorno dopo accettano sempre. E non studiano più niente.

9. Studiamo insieme? – Te lo chiede sempre la stronzetta secchiona della prima fila. Oppure il fattone dell’ultima. In entrambi i casi, non ne vuoi sapere: mancano poche ore all’esame e devi barricarti in casa, rigorosamente in pigiama, a ripassare tutto quello che c’è da ripassare.

10. Domani ci vediamo lì due ore prima? – Sempre lei, sempre la secchioncella bastarda ci riprova. Vuole sottrarti preziose ore di studio nel pre-esame invitandoti ad andare nell’aula talmente presto che fuori dall’università ci sono ancora i galli che cantano (ok, troppo caffè). Non mettete mai ansia allo studente in crisi, ha i suoi tempi. E deve studiare le ultime pagine anche mentre il professore fa l’appello. Poi non sente quando dice il suo nome, va alla cattedra a chiedere se è stato chiamato. Il professore si incazza e gli toglie due voti. Sì, capitano tutte a lui. Quindi non fategli domande. Mai.

G.C.

15 risposte a “Le 10 domande da non fare mai a uno studente in crisi

      • Pippo lunedec, 17 dicembre 2012, 9:49 azempzo di mexda, mo te lo dico pure di qua di lasciarmi stare e non coinvolgermi quando attacchi chi non la pensa come tel’ho letto il commento di quel pietro e posso dire senza dubbio che tu a uno cosec non puoi nemmeno leccargli il culoe ti dico ancora una volta che pif9 schifo di te sono quelli che con dialoganospecie se donne e se napoletanehai capito, pezzo di mexda?

  1. Infantil manca la demanda príncipe, quella che mi fa irritare come una bestia ogni volta che me la fanno, mio padre in particolare… Quando hai l’esame?

  2. Pingback: I 10 tipi di studenti universitari | Buulb!·

  3. Ahahah, grande! Tutto vero!
    Aggiungerei anche la telefonata mentre sei in aula in uno stato di tensione pari alla corda del MI di un violino, e il docente sta per consegnare i testi d’esame: è puntualmente la madre che chiede “ma quando hai quell’esame?…”

  4. Pingback: Le dieci domande da non fare ad uno studente sotto esame·

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